
Nel 2025 il packaging design si conferma un territorio strategico e creativo, dove innovazione tecnologica, estetica visiva, sostenibilità e storytelling si intrecciano per dare vita a esperienze sensoriali e comunicative sempre più sofisticate.
In un mercato dominato dalla comunicazione visiva digitale e dalla personalizzazione spinta, la confezione non è più soltanto contenitore, ma si trasforma in canale narrativo, media emotivo e interfaccia d’uso.
Dai materiali biodegradabili alle texture responsive, dalle identità visive animate ai progetti generati da intelligenza artificiale, il 2025 è l’anno della convergenza tra design, tecnologia e consapevolezza ambientale. E in questo panorama, alcuni progetti si stanno già distinguendo per la loro capacità di influenzare non solo il gusto visivo, ma anche il modo in cui interagiamo con gli oggetti.
Secondo un recente studio pubblicato da The Dieline, il packaging nel 2025 è “emotivo, funzionale, algoritmico e modulare”. Queste quattro parole chiave raccontano bene un’evoluzione in corso: oggi le aziende scelgono imballaggi che siano coerenti con il proprio sistema valoriale, capaci di comunicare innovazione, ma anche intimità e prossimità.
Un aspetto centrale di questa trasformazione riguarda i materiali sostenibili, che da scelta etica sono diventati vero e proprio linguaggio di marca. Il cartone compostabile, le plastiche marine riciclate, le fibre vegetali a base di alghe o funghi, ma anche i nuovi materiali smart biodegradabili, permettono oggi di progettare confezioni ecocompatibili senza rinunciare all’appeal visivo. Il design torna a dialogare con la materia in modo diretto, concreto, sensoriale.
▌“Il packaging è il vestito del prodotto. Ma oggi è anche la sua voce.” – Mauro Porcini, Chief Design Officer PepsiCo
Nel mondo della cosmesi e del beauty, si afferma una tendenza che unisce lusso e sostenibilità. Brand come Aesop, Fenty Skin o Typology puntano su imballaggi riutilizzabili, minimalisti, caratterizzati da un’estetica tattile e monocromatica. Le confezioni diventano veri oggetti di design, da mostrare sul proprio feed Instagram, fotografare nei set di produzione video o collezionare come piccoli manufatti visivi.
Nel settore alimentare, il packaging viene ridisegnato per raccontare origini, filiere e tracciabilità, con una grande attenzione alla trasparenza e all’inclusività. Sempre più spesso troviamo etichette interattive, QR code dinamici, layout responsive che si adattano a schermi e interfacce mobile. La forma segue la funzione, ma la funzione è diventata comunicazione.
Un progetto che ha fatto scuola nel 2025 è il rebranding della linea “Pastificio Di Martino”, che ha collaborato con studi di motion design per creare etichette animate in realtà aumentata, visibili attraverso un’app mobile. L’esperienza visiva è coordinata su tutta la filiera comunicativa: dal pack allo storytelling video, fino all’esperienza fisica in store.
Un altro caso emblematico arriva dal mondo beverage. Il marchio di birre artigianali “Polly’s Brew Co.” ha introdotto una serie limitata di lattine con artwork generati da AI in collaborazione con designer visivi e creative coder. Ogni confezione è un pezzo unico, con pattern psichedelici e colori fluido-digitali, perfetti per il consumo social e le campagne su TikTok.
Questo connubio tra packaging design e intelligenza artificiale apre scenari inediti. Tool come Midjourney, Runway o DALL·E sono ormai parte integrante dei processi di ricerca visiva e concept generation. Alcuni studi stanno esplorando sistemi per generare proposte di etichette dinamiche in tempo reale, adattabili per geolocalizzazione, target o persino mood del consumatore.
In questo contesto, l’estetica tipografica diventa fondamentale. Il 2025 segna un ritorno alle font customizzate, progettate ad hoc per il brand e integrate nel pack come parte del logo system. Le scritte diventano texture, i testi si piegano, si sovrappongono, si animano. È un linguaggio che prende ispirazione dalla grafica editoriale, dalla comunicazione d’arte e dalla cultura social.
▌“Il packaging è il primo schermo su cui il brand si racconta.” – Debbie Millman, Brand Strategist
Anche la produzione video legata al packaging ha assunto una nuova rilevanza. I brand realizzano teaser, reveal cinematici e contenuti in slow motion per mostrare le qualità tattili delle confezioni. L’unboxing diventa una vera e propria arte visiva, una micro-narrazione immersiva, capace di attivare sensazioni e curiosità. Ecco perché oggi i designer non progettano solo forme, ma veri e propri percorsi emozionali.
Tra le novità che stanno emergendo troviamo anche i packaging multisensoriali, capaci di interagire con lo spazio attraverso suoni, vibrazioni o variazioni di temperatura. Alcuni brand luxury stanno sperimentando superfici che cambiano texture al tatto o materiali intelligenti che reagiscono al pH della pelle. È il trionfo del design esperienziale, dove la confezione è parte integrante dell’identità del prodotto.
Il packaging del futuro sarà anche più inclusivo: testi ad alta leggibilità, simboli tattili, codici colore intuitivi e aperture semplificate sono già una realtà per brand attenti a un pubblico sempre più eterogeneo. Questa attenzione si traduce in soluzioni grafiche e formali che raccontano attenzione, empatia e cura, oltre al semplice valore funzionale.
Tutto questo è accompagnato da una crescita della data visualization nel packaging, che trasforma numeri e valori in elementi grafici attivi. Diagrammi, infografiche, micro-copy e visual cue arricchiscono le superfici stampate con contenuti che parlano la lingua dell’informazione visiva contemporanea.
Un’ulteriore area di sperimentazione riguarda il packaging per l’e-commerce. Con la crescita del retail digitale, i brand stanno progettando confezioni pensate per essere viste su schermo prima ancora che toccate. Il pack deve essere fotogenico, riconoscibile in piccolo formato, coerente con lo storytelling video, e resistente alla logica dei contenuti a scorrimento rapido.
In questo scenario così evoluto, il packaging si sta imponendo come una disciplina di design strategico, che unisce graphic design, comunicazione digitale, branding e produzione sostenibile. I migliori progetti sono quelli capaci di integrare tutti questi livelli in un’unica esperienza coerente e memorabile.
Alcuni insight chiave sul packaging design nel 2025:
– Il pack è contenuto, media, touchpoint e identità visiva
– Le tecnologie AI e AR stanno ridefinendo concept e modalità di fruizione
– I materiali parlano: biodegradabili, intelligenti, interattivi
– L’unboxing è parte della narrazione e richiede progettazione video
– La palette e la tipografia sono parte attiva dello storytelling
Per approfondire questi temi, ti consiglio alcune letture aggiornate: Packaging of the World, il magazine FormFiftyFive, e il report di Adobe Creative Cloud su packaging trends.
In definitiva, il 2025 è l’anno in cui il packaging design evolve da disciplina estetica a forma di comunicazione sistemica, in grado di riflettere i cambiamenti culturali, le innovazioni digitali e le nuove aspettative sensoriali del pubblico. Per i designer, questo rappresenta un’enorme opportunità: disegnare non solo forme, ma esperienze visive che restano.
Redazione Fuoridesign





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