
L’edizione 2025 del Google I/O ha segnato un punto di svolta epocale per chi opera nel mondo del design digitale, della produzione creativa e dell’esperienza utente immersiva.
Con un mix sorprendente di intelligenza artificiale, realtà aumentata e wearable tech, Google ha delineato le coordinate di un futuro in cui il design non è più confinato agli schermi ma vive nello spazio, si adatta al corpo e interagisce con il contesto. Un presente aumentato che si trasforma in una nuova tela per progettisti visivi, artisti e sviluppatori.
Il cuore pulsante dell’evento è stato rappresentato dalla presentazione dei nuovi Google Glass XR: più leggeri, più intelligenti, connessi all’ecosistema AI generativa Gemini. Indossarli significa portare con sé un’interfaccia digitale invisibile, capace di riconoscere, interpretare e reagire agli ambienti in tempo reale. Questa tecnologia, pensata anche per creativi e professionisti, ridefinisce le logiche di progettazione visuale, abilitando un design tridimensionale che si vive, non si guarda soltanto.
“Il design del futuro sarà ambientale, contestuale e sensibile. Non più solo interfacce, ma estensioni percettive del nostro pensiero”
– Ivy Ross, VP Hardware Design di Google
Chi si occupa di user experience, motion design, produzione video interattiva o 3D animation sa bene quanto l’integrazione tra mondo fisico e digitale sia oggi uno dei trend più potenti. La realtà aumentata, potenziata dall’AI, permette una progettazione fluida e reattiva, dove gli elementi visivi si modificano in base ai gesti, alla voce o alla posizione nello spazio.
Grazie alla nuova versione di ARCore – aggiornata per supportare input multimodali e ambienti condivisi – Google ha reso disponibili strumenti open source con cui designer e sviluppatori possono creare esperienze immersive, personalizzabili e scalabili.
Tra le demo più apprezzate durante l’evento, spicca Ambient Canvas, una piattaforma in realtà aumentata che trasforma qualsiasi spazio fisico in una superficie su cui disegnare con il movimento. Un progetto che fonde arte, tecnologia e corporeità, aprendo la strada a nuove pratiche di performance visiva e interior interaction design.
“Il nostro scopo è dare ai designer il potere di progettare nel mondo reale, in tempo reale”
– Rick Osterloh, SVP Devices & Services, Google
L’intersezione tra dispositivi indossabili e AR apre scenari ricchissimi per il design, non solo nel campo dell’intrattenimento o della moda tech, ma anche nell’architettura, nell’arte pubblica aumentata, nella formazione e nella progettazione di ambienti retail esperienziali.
Alcuni insight chiave emersi dal Google I/O 2025:
- I nuovi Google Glass integrano AI conversazionale e riconoscimento ambientale, utili per progettare interfacce fluide, non intrusive.
- Il design visivo diventa spaziale, legato al movimento del corpo e all’interazione multisensoriale.
- La produzione video immersiva può ora avvalersi di elementi aumentati reattivi e sincronizzati in tempo reale.
- Grazie all’AI Gemini, è possibile generare concept visivi e prototipi tridimensionali partendo da schizzi o descrizioni testuali.
Nel contesto del design interattivo, questa convergenza tra tecnologie emergenti, AI generativa e esperienze ambientali rappresenta un punto di svolta. Per chi crea, significa poter disegnare il tempo e lo spazio, immaginando narrazioni digitali che si incarnano nella realtà fisica.
È interessante notare come molti studi di progettazione, tra cui Design Group Italia, stiano già integrando questi strumenti nei loro processi. Progettare showroom digitali, percorsi museali interattivi, interfacce per la smart city o scenografie aumentate per eventi è oggi una realtà concreta, che ridefinisce l’intero processo creativo e produttivo.
Il Google I/O ha anche ribadito un concetto fondamentale: la sostenibilità del design tecnologico. I nuovi dispositivi indossabili sono costruiti con materiali riciclati e pensati per durare nel tempo, con un’attenzione particolare all’impatto ambientale e all’etica dell’innovazione. Un segnale forte che riconnette la responsabilità del design con il futuro del pianeta.
Per chi lavora nella produzione video, le novità introdotte dalla suite Google XR Studio aprono strade entusiasmanti. Animazioni 3D reattive, oggetti digitali generati al volo, editing immersivo: tutto ciò che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza oggi è parte integrante dei workflow creativi.
“La realtà aumentata cambierà la grammatica visiva come il cinema ha cambiato la pittura”
– Keiichi Matsuda, artista e futurologo
In definitiva, l’I/O 2025 non è stato solo una vetrina tecnologica, ma un manifesto per una nuova era del design esperienziale. Una stagione in cui la progettazione non si limita a “creare per uno schermo”, ma si estende, si adatta e respira nell’ambiente. Per designer, creativi, videomaker e storyteller, questa trasformazione rappresenta una chiamata all’azione: imparare nuovi linguaggi, esplorare nuovi supporti, abbracciare una nuova estetica della realtà aumentata.
Siamo all’alba di un tempo in cui il design diventa invisibile, ma non per questo meno potente. Un tempo in cui ogni superficie può diventare interfaccia, ogni oggetto può raccontare una storia, e ogni spazio può essere vissuto come un’esperienza sensoriale personalizzata. Con i dispositivi indossabili, la creatività si fonde con la tecnologia per costruire ambienti su misura, immersivi e coinvolgenti. Il futuro è già qui – e sta aspettando di essere disegnato.
Redazione Fuoridesign





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