Nel mondo del design industriale, pochi oggetti riescono a diventare icone universali, capaci di trascendere le mode, i decenni e persino i contesti culturali. Ma come nasce un oggetto iconico di design?

Quali sono i fattori che lo rendono immortale? In questo articolo analizziamo due tra i casi studio più celebri della storia del design contemporaneo: la Eames Lounge Chair e lo spremiagrumi Juicy Salif di Philippe Starck. Due oggetti molto diversi per epoca, funzione e filosofia progettuale, ma entrambi diventati simboli riconoscibili e studiati in ogni scuola di design.

La Eames Lounge Chair, progettata da Charles e Ray Eames nel 1956, è considerata uno dei capolavori del design moderno. Frutto di una lunga ricerca sui materiali e sull’ergonomia, la poltrona rappresenta la perfetta fusione tra comfort e raffinatezza estetica. I coniugi Eames, pionieri dell’innovazione nel design del prodotto, collaborarono con la Herman Miller per la produzione in serie, garantendo così una distribuzione globale. La Eames Lounge Chair ha saputo imporsi come status symbol, tanto da apparire in film, serie TV e interni d’autore. Il suo mix di legno curvato, pelle e struttura in alluminio ha dato vita a un linguaggio stilistico riconoscibile ancora oggi. Un approfondimento utile si trova sul sito ufficiale di Herman Miller: hermanmiller.com.

Ma perché questo oggetto è diventato un’icona del design? Oltre alla qualità dei materiali e all’eleganza formale, la Lounge Chair rappresenta l’idea di un nuovo modo di abitare il comfort, lontano dalla rigidità dei mobili borghesi del passato. Si tratta di un design empatico, in grado di interagire con il corpo umano in maniera naturale. Questo approccio ha influenzato profondamente il modo in cui oggi progettiamo arredi domestici, ponendo l’accento su funzionalità e benessere.

Passiamo a un altro oggetto simbolo del design postmoderno: il Juicy Salif, progettato da Philippe Starck nel 1990 per Alessi. Apparentemente uno spremiagrumi, il Juicy Salif è in realtà una provocazione formale, un manifesto concettuale sull’oggetto quotidiano. Con la sua forma zoomorfa, quasi aliena, lo spremiagrumi ha infranto ogni regola della funzionalità ortodossa, diventando più un oggetto scultoreo da esibire che un utensile da usare quotidianamente. La storia racconta che Starck disegnò il prototipo su un tovagliolo in un ristorante, ispirandosi a un piatto di calamari: un aneddoto che ha contribuito a consolidarne il mito. Per chi vuole approfondire il racconto diretto, Alessi dedica una pagina specifica: alessi.com.

Il design narrativo di Starck, capace di unire ironia, provocazione e bellezza, ha ridefinito il concetto stesso di utilità, aprendo la strada a una nuova generazione di designer visionari. Il Juicy Salif è entrato nelle collezioni permanenti di musei come il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi, a testimonianza del suo valore estetico e culturale. Ogni anno viene citato in centinaia di articoli, blog e pubblicazioni dedicate al design iconico.

Questi due oggetti ci insegnano che un oggetto di design celebre nasce da un mix complesso di visione progettuale, contesto storico, scelte produttive e comunicazione visiva. Essere al tempo stesso funzionali, espressivi e capaci di evocare emozioni è ciò che differenzia un semplice prodotto da un’icona. In entrambi i casi, il ruolo dei brand è stato cruciale: Herman Miller e Alessi non si sono limitati a produrre, ma hanno costruito attorno all’oggetto una narrazione coerente e potente.

Per chi si occupa di branding nel design, questi case study offrono spunti preziosi su come costruire la reputazione di un prodotto nel tempo. Non è solo la qualità progettuale a decretare il successo, ma anche la capacità di diventare un simbolo culturale, riconoscibile e condivisibile. In un mondo dove le immagini viaggiano velocemente online, la riconoscibilità visiva di un oggetto può fare la differenza tra l’anonimato e l’eternità.

Anche oggi, designer contemporanei come Jasper Morrison, Patricia Urquiola e Konstantin Grcic si confrontano con la sfida di creare oggetti che durino nel tempo, che raccontino storie e che si adattino ai nuovi bisogni. Analizzare casi iconici del passato permette di capire quali elementi progettuali possono ancora ispirare la creatività presente. Il sito designmuseum.org offre una panoramica aggiornata dei progetti più significativi a livello internazionale.

Se sei un appassionato di design classico, arredamento iconico, storia del design e progettazione contemporanea, studiare questi esempi può guidarti nella creazione di contenuti, prodotti e percorsi culturali connessi alle grandi tendenze. Per i blogger, architetti, interior designer e appassionati di cultura visiva, queste icone rappresentano territori narrativi da esplorare e fonti inesauribili di ispirazione e valore.


Redazione Fuoridesign

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